Il Tour du Mont-Blanc non è tecnico, ma richiede di concatenare giornate di dislivello. Tre mesi di preparazione regolare bastano a trasformare il trek in un piacere anziché in una prova. Ecco un piano semplice, settimana per settimana.
Che livello serve davvero?
Il prerequisito è semplice: essere capaci di camminare 6 ore con 1.000 m di dislivello positivo, con lo zaino, e di rimettere gli scarponi il giorno dopo. Nessun passaggio di arrampicata, nessun materiale tecnico, ma resistenza e regolarità.
Se parti su 10 o 12 giorni, l'asticella è più bassa: le tappe si aggirano sulle 4-6 ore di cammino.
Il calendario a 90 giorni
- Da -90 a -60 giorni: due uscite a settimana, una in salita. Obiettivo: 2-3 ore di cammino, senza forzare.
- Da -60 a -30 giorni: una lunga uscita settimanale di 4-5 ore con 800-1.000 m D+, zaino caricato con 6 kg.
- Da -30 a -10 giorni: un weekend «test» di due giorni consecutivi con lo zaino reale e gli scarponi del trek. È lì che si scoprono gli sfregamenti e le regolazioni da correggere.
- Da -10 giorni a 0: si riduce il volume, si cura il sonno, non si prova più nulla di nuovo.
Gli errori classici
Volere guadagnare tempo in discesa è la prima causa di dolori alle ginocchia. Allena la discesa, non solo la salita.
Secondo errore: trascurare lo zaino. Camminare 4 ore a vuoto non ha nulla a che vedere con 4 ore con 9 kg. Carica lo zaino già nelle uscite lunghe.
Infine, non provare mai attrezzatura nuova sul trek: scarponi, zaino, calze e bastoncini devono avere diverse uscite alle spalle.